martedì 20 dicembre 2016

Manifesto


Parto col spiegarvi il perché di un manifesto. Manifesto è qui inteso come la necessità di controllo, in tutte le mie smanie caratteriali e nel mio essere lunatico. Il manifesto pone delle regole, ed è un segno distintivo, mi permette di rappresentare secondo dati limiti. Il manifesto è una necessità, uno schema, non voglio vantarmi o imitare, voglio solo acquisire una sorta di stile o di forma, senza esagerazioni. Un manifesto è una esperienza, che può racchiudere l’arco di una vita, ma che come quest’ultima ha un inizio e una fine. Mi chiedo se onestamente necessito di un vincolo. Preferirei sì essere più libero, ma è giusto anche nei confronti di chi, forse, mi leggerà, avere un stile piuttosto statico ma al tempo stesso personale, forse più personale che statico, credibile soprattutto, e non inutilmente pedissequo. Cerco di essere leggibile, e onestamente sono convinto sarà arduo per me esserlo. Credo che il mio “stile” (si, tra virgolette), parola con la quale intendo soprattutto il mio carattere, sia troppo variopinto, e dipeso dall’umore di un periodo, tanto breve dal passare dal zenit al nadir delle emozioni in un istante, e se la mia scrittura riflette il mio carattere, tutto ciò non può che turbare chi è intenzionato a seguirmi. E non è di certo solo il mio stile a mutare così rapidamente, ma lo sono anche i miei gusti, ad ogni modo, almeno di questo ne sono un po' orgoglioso. Quest’ultima cosa permette di avere tematiche più varie, ed è forse un punto a favore, sia per chi scrive, che per chi legge.


Ho deciso di aprire questo portale perché credo che la scrittura abbia un potere catartico, e sono certo che come sfogo è davvero necessario, nonostante io sia un po' restio all’idea di poter essere letto da qualcuno, ad ogni modo l'essere celato sotto il velo di anonimato che l'etere mi fornisce amplifica le mie intenzioni espressive. Anche per questa sorta di timidezza nell'esternami ho sempre scritto raramente, per cui ho poca esperienza, e per questo già mi scuso se i miei primi post saranno un po' illeggibili. Ad ogni modo sono piuttosto sicuro che col tempo sarò sempre più comprensibile, per cui vi domando un po' di pazienza per questo mio inizio in cui mi vedrete gattonare tra questi agglomerati di lettere e di parole, intento nel connettere il tutto nel maggior senso logico, e cercando così di imparare a camminare nella strada del buon scrittore. Iniziando a parlare in tema di contenuti, va detto che questo blog è un spazio totalmente personale nel quale intendo condividere opinioni, idee, pareri, qualche creazione, qualche scritto, o meglio, generalizzando un po', tutto quello che rientra nel mio campo di interesse, e per questo non ho intenzione di darmi alcun limite. Va comunque detto che perlopiù si parlerà di arte, ma non solo quella intesa come arte visiva, ma bensì di tutto quello che io concerno come arte, ad esempio musica, scrittura, poesia e via dicendo.



Per concludere, va fatta una piccola osservazione e delucidazione sullo scopo di questo manifesto, il quale è sì decisamente bizzarro. A un primo acchito questo sembra non contenere alcun dettame, regola o elenco di cosa verrà trattato e di come andrà affrontato ogni argomento, od almeno questo vale per chi è spettatore, per me invece è una sorta di Bibbia. Questi dettami sono presenti in questo stesso testo; il quale contiene il (un) mio stile espressivo, ed è in ogni parola ed in ogni riga, è il singolo e l’insieme di ogni cosa qui scritta. Sarà la necessità di conformità a spingermi a rileggerlo ogni qual volta ne sento il bisogno. Quando quello che scrivo prende forme sconosciute, amorfe e prive di significato e coerenza se confrontate con questo manifesto, allora sarà mio dovere ritrovare questo stile scrittorio e rifarlo mio ogni qual volta lo riterrò adatto. Il tutto è quindi affidato al mio buon senso. Detto questo spero comunque di avere il garbo di lasciare un po' di spazio anche a quei miei (forse) cari umori passeggeri, per non appiattire così ogni discorso. La fantasia espressiva, a mio avviso, deve essere sempre sovrana, e mai soggiogata e resa fantoccia, va semplicemente assecondata, deviata, incanalata, e infine plasmata secondo la forma che si desidera darle.

Ho cercato di sopprimere la mia prolissità e di essere quindi il più sintetico possibile, tagliando e sminuzzando il testo più e più volte, cercando di renderlo sempre più comprensibile, ma probabilmente necessito di più pratica nel scrivere. Nonostante tutto chiudo qui il manifesto, convinto di aver spiegato tutto il necessario, forse. Vi lascio, o meglio vi accolgo con questa citazione mutilata. Sicuramente necessaria per il futuro, anche se per ora sembra priva di significato.

Every process has a genesis...


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