Parto col spiegarvi
il perché di un manifesto. Manifesto è qui inteso come la necessità
di controllo, in tutte le mie smanie caratteriali e nel mio essere
lunatico. Il manifesto pone delle regole, ed è un segno distintivo,
mi permette di rappresentare secondo dati limiti. Il manifesto è una
necessità, uno schema, non voglio vantarmi o imitare, voglio solo
acquisire una sorta di stile o di forma, senza esagerazioni. Un
manifesto è una esperienza, che può racchiudere l’arco di una
vita, ma che come quest’ultima ha un inizio e una fine. Mi chiedo
se onestamente necessito di un vincolo. Preferirei sì essere più
libero, ma è giusto anche nei confronti di chi, forse, mi leggerà,
avere un stile piuttosto statico ma al tempo stesso personale, forse
più personale che statico, credibile soprattutto, e non inutilmente
pedissequo. Cerco di essere leggibile, e onestamente sono convinto
sarà arduo per me esserlo. Credo che il mio “stile” (si, tra
virgolette), parola con la quale intendo soprattutto il mio
carattere, sia troppo variopinto, e dipeso dall’umore di un
periodo, tanto breve dal passare dal zenit al nadir delle emozioni in
un istante, e se la mia scrittura riflette il mio carattere, tutto
ciò non può che turbare chi è intenzionato a seguirmi. E non è di
certo solo il mio stile a mutare così rapidamente, ma lo sono anche
i miei gusti, ad ogni modo, almeno di questo ne sono un po'
orgoglioso. Quest’ultima cosa permette di avere tematiche più
varie, ed è forse un punto a favore, sia per chi scrive, che per chi
legge.
Ho deciso di aprire questo portale perché credo che la scrittura abbia un potere catartico, e sono certo che come sfogo è davvero necessario, nonostante io sia un po' restio all’idea di poter essere letto da qualcuno, ad ogni modo l'essere celato sotto il velo di anonimato che l'etere mi fornisce amplifica le mie intenzioni espressive. Anche per questa sorta di timidezza nell'esternami ho sempre scritto raramente, per cui ho poca esperienza, e per questo già mi scuso se i miei primi post saranno un po' illeggibili. Ad ogni modo sono piuttosto sicuro che col tempo sarò sempre più comprensibile, per cui vi domando un po' di pazienza per questo mio inizio in cui mi vedrete gattonare tra questi agglomerati di lettere e di parole, intento nel connettere il tutto nel maggior senso logico, e cercando così di imparare a camminare nella strada del buon scrittore. Iniziando a parlare in tema di contenuti, va detto che questo blog è un spazio totalmente personale nel quale intendo condividere opinioni, idee, pareri, qualche creazione, qualche scritto, o meglio, generalizzando un po', tutto quello che rientra nel mio campo di interesse, e per questo non ho intenzione di darmi alcun limite. Va comunque detto che perlopiù si parlerà di arte, ma non solo quella intesa come arte visiva, ma bensì di tutto quello che io concerno come arte, ad esempio musica, scrittura, poesia e via dicendo.
Per concludere, va
fatta una piccola osservazione e delucidazione sullo scopo di questo
manifesto, il quale è sì decisamente bizzarro. A un primo acchito
questo sembra non contenere alcun dettame, regola o elenco di cosa
verrà trattato e di come andrà affrontato ogni argomento, od almeno
questo vale per chi è spettatore, per me invece è una sorta di
Bibbia. Questi dettami sono presenti in questo stesso testo; il quale
contiene il (un) mio stile espressivo, ed è in ogni parola ed in
ogni riga, è il singolo e l’insieme di ogni cosa qui scritta. Sarà
la necessità di conformità a spingermi a rileggerlo ogni qual volta
ne sento il bisogno. Quando quello che scrivo prende forme
sconosciute, amorfe e prive di significato e coerenza se confrontate
con questo manifesto, allora sarà mio dovere ritrovare questo stile
scrittorio e rifarlo mio ogni qual volta lo riterrò adatto. Il tutto
è quindi affidato al mio buon senso. Detto questo spero comunque di
avere il garbo di lasciare un po' di spazio anche a quei miei (forse)
cari umori passeggeri, per non appiattire così ogni discorso. La
fantasia espressiva, a mio avviso, deve essere sempre sovrana, e mai
soggiogata e resa fantoccia, va semplicemente assecondata, deviata,
incanalata, e infine plasmata secondo la forma che si desidera darle.
Ho cercato di
sopprimere la mia prolissità e di essere quindi il più sintetico
possibile, tagliando e sminuzzando il testo più e più volte,
cercando di renderlo sempre più comprensibile, ma probabilmente
necessito di più pratica nel scrivere. Nonostante tutto
chiudo qui il manifesto, convinto di aver spiegato tutto il
necessario, forse. Vi lascio, o meglio vi accolgo con questa
citazione mutilata. Sicuramente necessaria per il futuro, anche se
per ora sembra priva di significato.
Every process has a
genesis...
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